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Dal 15 giugno le imprese che hanno avuto un calo di fatturato possono richiedere il contributo a fondo perduto

16 Giu, 2020

Scheda agevolazione

Il bonus contributo a fondo perduto, previsto dal “decreto Rilancio” (Dl n. 34 del 19 maggio 2020), consiste nell’erogazione ai titolari di attività d’impresa, di lavoro autonomo e agricole, di una somma di denaro commisurata alla diminuzione di fatturato causata dall’emergenza Coronavirus.

Possono beneficiare del contributo i soggetti esercenti attività d’impresa, di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA che, nel 2019 abbiano conseguito un ammontare di ricavi o compensi non superiore a 5 milioni di euro e il cui ammontare di fatturato e dei corrispettivi nel mese di Aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del corrispondente mese del 2019.

L’agevolazione prevede la concessione di un contributo a fondo perduto, determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra quanto incassato con la propria attività nel mese di aprile 2020 e l’analogo importo riferito ad aprile 2019.

Sono ammissibili le spese legate alla liquidità necessaria per l’attività produttiva e commerciale.

L’ Agenzia delle Entrate ha messo online la guida con tutte le istruzioni per richiedere accesso alle risorse previste dal decreto Rilancio a favore delle imprese e delle partite Iva colpite dalla crisi emergenziale post Covid -19.

Il contributo a fondo perduto si configura dunque come una somma di denaro che verrà corrisposta direttamente dall’Agenzia delle Entrate, in seguito alla presentazione dell’istanza, inviata in via telematica da imprese e titolari di partita iva.

Tale importo dovrà essere necessariamente commisurato alla perdita del fatturato e dei corrispettivi, questa condizione dovrà essere documentata e riportata nella presentazione, subita a seguito del lockdown.

Chi può richiedere il contributo a fondo perduto?

Il contributo a fondo perduto potrà essere richiesto dai numerosi titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo o titolari di reddito agrario.

Il primo requisito per poter richiedere il contributo è rappresentato dal conseguimento nell’anno 2019, di un ammontare di ricavi o compensi che non sia superiore ai 5 milioni di euro.

Nel caso delle società con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, è specificato che si farà riferimento al periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto Rilancio, ovvero il 19 maggio 2020.

Se invece l’imprenditore svolge diverse attività, il limite dei 5 milioni di euro si riferirà a tutte le attività svolte.

Per le persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali titolari di reddito agrario e attività agricole connesse, come nel caso di agriturismi o allevamento, sarà necessario fare riferimento all’ammontare del volume d’affari del modello di dichiarazione Iva 2020, con il periodo d’imposta 2019.

Inoltre, per poter accedere all’erogazione del contribuito a fondo perduto occorre che sia presente almeno uno tra i tre seguenti requisiti:

  • ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019;
  • inizio dell’attività a partire dal 1° gennaio 2019;
  • domicilio fiscale o sede operativa che siano situate nel territorio di Comuni che sono stati colpiti da eventi calamitosi, in stato di emergenza ancora in atto al 31 gennaio 2020.

Chi non può richiedere il contributo a fondo perduto?

All’ interno della guida è specificato che il contributo spetta ai soggetti coloro i quali abbiano iniziato l’attività in data antecedente il 1° maggio 2020.

Oltre ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria, con riferimento ai soggetti esclusi dal contributo, la norma cita:

  • i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza;
  • i soggetti di cui all’art. 162-bis TUIR (intermediari finanziari e società di partecipazione);
  • contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 e 38 del D.L. 18/2020.

Sono esclusi i professionisti iscritti alle Casse degli Ordini privatizzati, gli intermediari finanziari, le società di partecipazione, gli enti pubblici e i soggetti che fruiscono del bonus professionisti e del bonus lavoratori (i 600 euro) introdotti dal Cura Italia.

Alcuni casi di soggetti beneficiari particolari

Per i soggetti con inizio attività tra gennaio e aprile 2019 o soggetti con domicilio fiscale o sede operativa in Comune colpito da calamità in corso al 31 gennaio 2020:

 

  • se la differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 risulta negativa a tale differenza (in valore assoluto) si applica la percentuale prevista in relazione alla soglia dei ricavi/compensi. Se il risultato è inferiore, spetta comunque l’importo minimo del contributo;
  • nel caso in cui, invece, tale differenza risulti positiva o pari a zero, il contributo è pari a quello minimo (1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per i soggetti diversi).
  • per i soggetti con inizio attività da maggio 2019 (ma non oltre il 30 aprile 2020) spetta sempre l’importo minimo del contributo.

Che tipo di contributo è previsto?

L’agevolazione prevede la concessione di un contributo a fondo perduto, determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra quanto incassato con la propria attività nel mese di aprile 2020 e l’analogo importo riferito ad aprile 2019.

In generale il finanziamento a fondo perduto sarà comunque riconosciuto per un importo non inferiore ai 1.000 euro per le persone fisiche e ai 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Per quanto riguarda quei soggetti che hanno iniziato l’attività da maggio 2019, a loro spetterà l’importo minimo del contributo.

Come viene determinato l’importo del contributo?

L’ammontare del contributo è determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’importo del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’analogo importo del mese di aprile 2019.

La differenza fra il fatturato e i corrispettivi del mese di aprile 2020 e il valore corrispondente di aprile 2019 si applica una specifica percentuale di contributo in relazione all’ammontare di ricavi e compensi:

  • 20% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 400 mila euro
  • 15% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 1 milione di euro
  • 10% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 5 milioni di euro

Il bonus è escluso da tassazione – sia dalle imposte sui redditi, sia dall’Irap – e non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi.

Quali sono le spese ammissibili?

Sono ammissibili le spese legate alla liquidità necessaria per l’attività produttiva e commerciale

Quando è possibile richiedere il contributo a fondo perduto?

Le domande potranno essere presentate dal 15 giugno e non oltre il 13 agosto 2020; se il soggetto richiedente è un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto, le istanze potranno essere trasmesse dal 25 giugno al 24 agosto.

Per ottenere il contributo bisogna presentare telematicamente un’istanza all’Agenzia delle Entrate.  

Per accedere possono essere utilizzate le credenziali Carta nazionale dei servizi, Fisconline, Spid e Entratel.

In caso di contributo di importo superiore a 150.000 euro, il modello dell’istanza deve essere firmato digitalmente dal soggetto richiedente e inviato esclusivamente tramite Posta elettronica certificata (Pec).

 

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