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Aliquote più elevate per chi sostiene spese in Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design  e Ideazione estetica.

7 Apr, 2021

Scheda agevolazione

Il Credito d’imposta viene riconosciuto alle imprese che effettuano investimenti in Ricerca Fondamentale e Industriale, Sviluppo Sperimentale, Innovazione tecnologica, Design e Ideazione estetica, secondo aliquote differenti a seconda degli invetsimenti specifici e della localizzazione dell’impresa stessa.

Possono accedere al Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato che non siano in stato di crisi, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Le nuove aliquote, introdotte dalla Legge di Bilancio 2021, sono:

  • 20% per ricerca industriale e sviluppo sperimentale fino a 4 milioni di euro 
  • 10% per innovazione tecnologica fino a 2 milioni di euro
  • 15% per innovazione 4.0 fino a 2 milioni di euro 
  • 10% per design e ideazione estetica con massimale di 2 milioni di euro

Le spese ammissibili sono relative a:

  • Personale, dipendente o autonomo, direttamente impegnato nella attività svolte internamente all’impresa, comprese le prestazioni di amministratori o soci;
  • Quote di ammortamento relative ai beni materiali mobili e immobili, compresi i software utilizzati;
  • Consulenze esterne;
  • Materie prime e componentistica;
  • Contratti di ricerca extra muros o contratti aventi ad oggetto attività di ricerca tecnologica o contratti stipulati con professionisti, studi professionali o altre imprese.

Buone notizie per chi sostiene spese legate ad attività di Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design  e Ideazione estetica: per il biennio 2021 e 2022 nuove aliquote più favorevoli da applicare alle spese sostenute!

La Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178, art. 1, comma 1064) ha infatti previsto un innalzamento delle aliquote previste per il Credito d’imposta ottenibile per le spese sostenute in questi ambiti di innovazione.

Sappiamo però che non sempre è facile capire a quale tipologia di spese possano essere attribuiti i propri investimenti e quali siano i costi che realmente possono essere agevolati, quindi cerchiamo di fare chiarezza, perché rientrare in un ambito o in un altro, significa ottenere un credito che può essere anche parecchio diverso!

Partiamo da Ricerca e Sviluppo (R&S). Sono attività che portano a un progresso di conoscenze non solo per l’impresa che le svolge, ma per tutto il settore di riferimento.

Sono comprese in questo gruppo Ricerca Fondamentale, Ricerca Industriale e/o Sviluppo sperimentale, ossia:

  • Ricerca Fondamentale: riguarda attività sperimentali o teoriche svolte soprattutto per acquisire nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni commerciali dirette.
  • Ricerca Industriale: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze e capacità che possono essere utilizzate per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o apportare un notevole miglioramento a prodotti, processi o servizi esistenti, a livello tecnologico, di prestazioni, di ecocompatibilità o dell’ergonomia.
  • Sviluppo Sperimentale: lo Sviluppo Sperimentale riguarda le azioni compiute per sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o sensibilmente migliorati. Rienta nello sviluppo sperimentale anche la costruzione di prototipi.

Per tutte queste attività è previsto un credito d’imposta pari al 20% delle spese ammissibili, ma poichè alcune spese possono essere calcolate con dei costi maggiorati del 50% (quindi, per fare un esempo, come se avessi speso 150 anziché 100), il beneficio ottenibile può essere anche superiore, ed è possibile recuperare fno a un massimo di 4 milioni di euro.

Se le spese di R&S riguardano investimenti effettuati per una sede che si trova in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, o anche una delle aree di Lazio, Marche e Umbria colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017,  sono invece applicabili le seguenti aliquote in base alla dimensione dell’impresa: 25% per le Grandi imprese, 35% per le Medie imprese e 45% per le Piccole imprese.

Quando le attività di Ricerca e Sviluppo portano alla realizzazione di prodotti o processi produttivi che non sono innovativi per tutto il settore di riferimento, ma solo per la singola impresa, si parla invece di Innovazione tecnologica.

In questo caso il Credito d’Imposta sarà pari al 10% delle spese ammissibili, ma sale al 15% se l’innovazione è finalizzata a un obiettivo di transizione ecologica o legato all’innovazione digitale 4.0. Il limite massimo di credito ottenibile è di 2 milioni di euro, ma sono sempre previste maggiorazioni per alcune spese di personale, che permettono, in pratica, di ottenere una percentuale di sgravio maggiore.

Con la definizione Design e Ideazione estetica si intendono invece le spese sostenute per  la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nelle imprese di alcuni settori come quello tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica…

Anche in questo caso il  Credito d’imposta spettante è pari al 10% delle spese agevolabili, e sempre con le eventuali maggiorazioni per il personale, nel limite massimo di 2 milioni di euro.

Chi può richiedere il Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design?

Possono accedere al Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato che non siano in stato di crisi, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
Sono escluse solo le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale.

E’ necessario comunque essere in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Quanto si risparmia e su cosa?

Le spese ammissibili sono quelle relative a:

  • Personale, dipendente o autonomo, direttamente impegnato nella attività svolte internamente all’impresa, comprese le prestazioni di amministratori o soci. Nel caso si tratti di soggetti di età non superiore ai 35 anni, al primo impiego e con un dottorato di ricerca o in possesso di laurea magistrale tecnico-scientifica, o specifica in design e ideazione estetica, assunti con un contratto a tempo indeterminato, le spese saranno calcolate con una maggiorazione del 50%.
  • Quote di ammortamento relative ai beni materiali mobili e immobili, compresi i software utilizzati (max 30% delle spese di personale);
  • Consulenze esterne (max. 20% delle spese relative alla voce personale o dei costi relativi ai contratti)
  • Materie prime e componentistica (max 30% delle spese relative alla voce personale o dei costi relativi ai contratti.)
  • Contratti di ricerca extra muros o contratti aventi ad oggetto attività di ricerca tecnologica o contratti stipulati con professionisti, studi professionali o altre imprese. Le spese sostenute per contratti di ricerca stipulati con Università e istituti di ricerca con sede in Italia, saranno calcolate con una maggiorazione del 50%

Nel solo caso di investimenti in R&S, quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali, fino a un massimo di 1 milione di euro.

Come usufruire del Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione estetica?

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione. La base di calcolo del credito d’imposta deve essere assunta escludendo altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili.

E’ importante sapere anche che è necessario presentare una relazione tecnica asseverata nella quale siano presenti la descrizione del progetto, le finalità e i risultati delle attività.

 

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