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Se sei stato ammesso e vuoi sapere cosa dovrai fare per avere i contributi, leggi il nostro approfondimento su cosa fare dopo l’ammissione.

Sono molte le agevolazioni utili per chi fa impresa, noi di Trovabando lo sappiamo bene perchè le seguiamo tutte, tutti i giorni. Per nostra fortuna, sono poche quelle che si fanno attendere così a lungo. Era da mesi che avevo pronto questo blog post.
 
Del voucher digitalizzazione se ne era iniziato a parlare in modo concreto a fine 2014 (!). Nel frattempo il tempo passa e non potete immaginare quante riunioni e telefonate con amici e partner che si occupano di sviluppo di servizi digitali si concludevano con un “Ma poi, è uscito il voucher per la digitalizzazione?!” e a seguire “Ehi, mi raccomando appena esce dimmelo, che ho almeno un paio di clienti che posso chiudere facilmente se sanno che c’è il fondo perduto!“.
 
Miracolo degli interventi di finanza agevolata: volano di investimenti ed occupazione, veri sherpa della crescita, che guidano la cordata dello sviluppo (anche) digitale delle nostre imprese. Avevamo perso quasi tutte le speranze.

Ieri invece i cuori digitali del Belpaese si sono risvegliati dal torpore: quasi all’improvviso è comparso l’annuncio del MiSE, che ha dedicato alla misura grande spazio nella sua home page e anche in un approfondimento dettagliato.

 

VOUCHER DIGITALIZZAZIONE 100 MILIONI DI EURO PER LA DIGITALIZZAZIONE DELLE PMI

Finalmente è uscito il decreto direttoriale sul Voucher MiSE, che permette alle imprese di recuperare a fondo perduto fino a 10.000 euro per gli interventi di acquisto di hardware, software e quelli di consulenza specialistici per rendere tangibili le politiche di abbattimento del digital divide delle nostre imprese.

Insomma un intervento tanto necessario quanto atteso, soprattutto dalle imprese poco “digital”, che grazie ad esso potranno sostenere, sebbene parzialmente, lo sviluppo (ed i rischi) del loro debutto in rete.

Cos’è e cosa finanzia il voucher digitalizzazione?

Si tratta di un contributo a fondo perduto che prende la forma di uno strumento che consente di prenotare un piccolo “tesoretto” di disponibilità per finanziare componenti hardware e servizi IT: l’obiettivo è coprire gli interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e/o rinnovare la tecnologia utilizzata in azienda.

Questa è la misura per te se stai pensando di acquistare hardware, software o servizi (compreso il tempo degli sviluppatori) che ti consentirebbero di:

  • aprire e/o sviluppare un e-commerce
  • adottare soluzioni di telelavoro o semplicemente migliorare l’efficienza aziendale e la produttività del lavoro in azienda con l’uso di strumenti e servizi tecnologici dedicati
  • migliorare le competenze delle risorse umane per un uso più efficace delle tecnologie digitali a disposizione
  • navigare su internet a banda larga ed ultralarga o con connessione satellitare

Vuoi sapere se puoi partecipare al Voucher digitalizzazione?

La risposta è (quasi) sempre SI, se l’impresa rientra nei settori ammessi al regime de minimis, praticamente quasi tutte le imprese italiane.

Solo se operi nel settore della pesca e dell’acquacoltura, o nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, la partecipazione è preclusa, salvo però che il progetto di digitalizzazione si riferisca ad un ramo dell’azienda diverso (es. all’attività turistica di un’azienda agricola).

Se poi l’azienda ha anche richiesto ed ottenuto il rating di legalità, c’è un vantaggio in più: una riserva specifica per digitalizzarsi.

 

Voucher digitalizzazione: la dotazione finanziaria e le coperture

La dotazione complessiva di quest’agevolazione è pari a 100 milioni di euro, ma il plafond è suddiviso su base regionale: qui i dettagli.

E’ importante sottolineare che il contributo copre fino al 50% delle spese che sono ritenute ammissibili, quindi è opportuno sapere che l’investimento complessivo dovrà prevedere una parte che sarà comunque a carico dell’impresa.

 

Partecipare al bando e richiedere il Voucher Digitalizzazione: le cose da ricordare

Il funzionamento è molto semplice: il 15 gennaio 2018 si apre la piattaforma informatica del Ministero dello Sviluppo Economico; da quel momento è possibile iniziare a caricare online la domanda.

Lo sportello vero e proprio si apre alle ore 10 del 30 gennaio 2018 e chiude il 9 febbraio alle ore 18.

Per accedere alla piattaforma del Ministero è necessario:

  1. Essere in possesso della Carta Nazionale dei Servizi
  2. Aver accesso ad una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva
  3. Essere registrati nel Registro delle Imprese.

Ma una volta presentata la domanda che succede?

Entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello,  il Ministero adotterà un provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher, che conterrà l’elenco di tutte le imprese ammesse e dell’importo dell’agevolazione prenotata, suddivise per regione.

Da quel momento le imprese beneficiarie avranno 6 mesi di tempo per fronteggiare le spese che hanno detto di voler sostenere nella domanda di ammissione.

La cosa interessante è che nessuna delle imprese che farà domanda rimarrà a bocca asciutta.

In altre parole, in quest’agevolazione non è necessario essere i primi per partecipare: vincono proprio tutti!

Infatti, se le richieste fossero davvero numerose, come ci si attende, il Ministero procederà al riparto delle risorse in ragione del fabbisogno derivante dalla concessione del Voucher da assegnare a ciascuna impresa beneficiaria.

 

Se sei stato ammesso e vuoi sapere cosa dovrai fare per avere i contributi, leggi il nostro approfondimento su cosa fare dopo l’ammissione.

Noi di Trovabando abbiamo preparato un servizio specifico di consulenza e supporto per la presentazione della domanda e la rendicontazione amministrativa ad un prezzo bassissimo.

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