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Internazionalizzazione: Finanziamenti Sace-Simest fino al 40% a fondo perduto

Dal 15 giugno i finanziamenti Sace-Simest per l’internazionalizzazione comprendono anche un contributo a fondo perduto. Dal 6 agosto apertura anche ai mercati europei

16 Lug, 2020

Per supportare le imprese che intendono aprirsi ai mercati internazionali, SACE SIMEST mette a disposizione una serie di strumenti specifici che da qualche giorno sono diventati ancora più convenienti e, con le ulteriori novità introdotte dal 6 agosto 2020, ancora più fruibili, dal momento che sono diventate valide anche per i paesi interni all’Unione Europea.

Si tratta di finanziamenti agevolati che coprono le spese relative alle varie azioni necessarie allo sviluppo di un processo di internazionalizzazione e per i quali, dal 15 giugno 2020, una parte fino al 40% (o al 20% nel caso dell’azione relativa all’inserimento mercati esteri) può essere ottenuta come contributo a fondo perduto con limite di 100.000 euro.

Tale quota dovrebbe salire addirittura al 50% quando la Commissione Europea approverà, per questa misura, l’applicazione del  “temporary framework” sugli Aiuti di Stato.

Il tasso d’interesse di questi finanziamenti è fisso ed è pari al 10% del tasso di riferimento di cui alla normativa comunitaria, quindi davvero molto conveniente!

Un’altra importante novità introdotta dal Decreto Rilancio riguarda poi la possibilità, per tutto il 2020, di accedere a tali finanziamenti per l’internazionalizzazione senza necessità di prestare garanzie.

In questo modo anche i tempi di erogazione del finanziamento risultano molto ridotti, con la possibilità di ricevere il finanziamento entro un mese circa dall’avvio delle attività istruttorie. A breve dovrebbe anche essere possibile presentare domanda anche per progetti all’interno della UE, ma per ora limitiamoci a scoprire quanto già attivo.

I finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione sono strumenti di grande interesse per le imprese, soprattutto di piccole e medie dimensioni, che intendono rivolgersi ai mercati esteri. Sono previste ben 7 possibili soluzioni agevolative,  in modo tale da poter scegliere la risorsa che meglio si adatta alla tipologia e allo stato di avanzamento del processo di internazionalizzazione della propria impresa.

Analizziamo brevemente le varie opportunità offerte da Sace–Simest, ricordando che per ognuna di esse è ora previsto anche il contributo al fondo perduto del 40% (solo per lo strumento Inserimento sui mercati esteri il contributo è del 20%).

1. E-commerce

Se la tua esigenza è quella di internazionalizzare il tuo business senza aprire fisicamente una sede all’estero, la soluzione dell’E-commerce può essere ideale.

Il finanziamento viene concesso sia nel caso in cui tu voglia realizzare una tua piattaforma informatica, sia nel caso in cui preferisca aderire a un market place.

Cambierà solo l’importo massimo del finanziamento: fino a 450.000 euro nel primo caso, fino a 300.000 euro nel secondo.

Le spese finanziabili sono estremamente varie (creazione e sviluppo della piattaforma gestione e funzionamento della piattaforma o marketplace, spese relative alle attività promozionali ed alla formazione connesse allo sviluppo del programma), mentre la durata del finanziamento è di 4 anni, con 12 mesi di preammortamento.

Per accedere è necessario essere una società di capitali che abbia depositato almeno 2 bilanci relativi a due esercizi completi e scegliere un paese extra-europeo (dal 6 agosto 2020 sono ammessi anche i paesi europei) in cui commercializzare beni e/o servizi prodotti in Italia o distribuiti con marchio italiano.

E’ possibile richiedere un importo massimo pari al 15% della media dei ricavi degli ultimi 2 bilanci, mentre l’importo minimo è di 25.000 euro.

2. Studi di fattibilità

Prima di procedere con l’internazionalizzazione vera e propria e con la scelta dei Paesi di riferimento, è opportuno effettuare uno studio di fattibilità.

Un’analisi di questo genere, se condotta seriamente, comporta comunque una serie di costi relativi al personale, ai viaggi e ai soggiorni all’estero.

Questo è il finanziamento che permette alle imprese che abbiano depositato almeno 2 bilanci completi di coprire questo tipo di spese.

Se lo studio riguarda un investimento commerciale potrai richiedere fino a 200.000 euro, che diventano 350.000 nel caso in cui invece si tratti di un investimento produttivo. In ogni caso, dovrai tenere presente che l’importo massimo finanziabile non può eccedere il 15% del tuo fatturato medio degli ultimi 2 anni.

Tempi di restituzione della parte di finanziamento non a fondo perduto, 4 anni, con 12 mesi di preammortamento).

3. Temporary Export Manager (TEM)

Se è vero che non ci si improvvisa imprenditori, è altrettanto vero che non ci si può improvvisare esperti di export e internazionalizzazione.

Le aziende che hanno al loro interno una figura di questo tipo, però, non sono molte. La soluzione può essere quella di rivolgersi a un esperto, un Temporary Export Manager, solo per un periodo limitato di tempo (almeno 6 mesi), affidandogli la realizzazione e lo sviluppo del progetto di espansione internazionale. Dal 6 agosto 2020 inoltre, ci sono anche altre figure, sempre temporanee, che è possibile inserire in azienda, come il Digital Marketing Manager e Temporary Innovation Manager, purchè sempre impiegati in relazione a un progetto di internazionalizzazione.

Anche in questo caso, un sostegno alla liquidità necessaria (da 25.000 a 150.000 euro da restituire in 4 anni, con possibilità di utilizzare i primi due in  pre-ammortamento) può essere fornito da Simest.

L’agevolazione è rivolta alle società di capitali che abbiano depositato almeno 2 bilanci relativi a due esercizi completi e l’importo massimo erogabile non può superare il 15% dei ricavi medi degli ultimi 2 esercizi contabili.

4. Programmi di inserimento sui mercati extra-UE

Se sei pronto per aprire nuovi uffici, showroom, negozi o corner o centri di assistenza post vendita (dal 6 agosto 2020 anche magazzini) in un un paese estero, questa agevolazione potrebbe fare davvero al caso tuo!

Le spese da sostenere sono sicuramente tante, infatti, e questo finanziamento concede alle imprese che devono costituire una Rete Soggetto da 50.000 euro fino a 4 milioni di euro a tasso agevolato, da restituire in 6 anni (di cui 2 di preammortamento).

E, in più, il finanziamento copre anche le spese per le attività promozionali e, con le ultime novità, anche le spese per certificazioni internazionali di prodotto! L’importo massimo concesso però, non può superare il 25% del fatturato medio dell’ultimo biennio.

Il programma può essere realizzato tramite gestione diretta (apertura di una filiale), tramite partecipata locale (costituzione di una società locale interamente o parzialmente controllata) oppure tramite trader locale (contratto di collaborazione con un distributore locale non partecipato per la messa a disposizione almeno dei locali e del personale).

Infine, se hai già una tua struttura nel Paese di destinazione, puoi comunque richiedere il finanziamento per spese di personale aggiuntivo e/o di locazione/acquisto riguardanti nuove strutture di diversa tipologia rispetto a quella già esistente o in sostituzione di essa.

Ti ricordiamo che questo è l’unico intervento per il quale il contributo a fondo perduto è pari al 20% e che per richiedere il finanziamento è comunque necessario aver depositato presso il Registro delle imprese almeno due bilanci relativi a due esercizi completi.

5. Partecipazione a fiere, mostre e missioni di sistema

Per affermare e rafforzare la presenza del proprio brand all’estero, un’altra opportunità è certamente rappresentata dalla partecipazione a fiere, mostre, eventi e missioni internazionali. Fra le ultime novità introdotte, troviamo inoltre la possibilità di partecipare anche agli eventi che si svolgono in modalità viruale e alle fiere internazionali che hanno luogo in Italia.

Anche in questo caso le spese possono incidere sul bilancio aziendale e, in qualche caso, i costi relativi alla logistica potrebbero rivelarsi un impedimento considerevole.

Il sostegno finanziario offerto da Simest (fino a 150.000 euro da restituire in 4 anni, entro il limite del 15% dei ricavi dell’ultimo esercizio) a tutte le imprese (di qualsiasi dimensione) riguarda le spese per l’area espositiva, per eventuali consulenze relative alla partecipazione, quelle promozionali e, per l’appunto, quelle per la logistica.

Sono comprese anche le missioni di sistema promosse da MISE e MAECI e organizzate da ICE-Agenzia, Confindustria e altre istituzioni e associazioni di categoria. La domanda deve essere presentata prima della data prevista per l’inizio della fiera/mostra.

E’ anche possibile presentare più domande di finanziamento: una per ogni evento a cui si intende partecipare.

6. Patrimonializzazione delle PMI esportatrici

Un altro aspetto importante per le imprese esportatrici riguarda la solidità patrimoniale, che spesso risente delle immobilizzazioni.

Le società di capitali di piccole e medie dimensioni (dal 6 agosto 2020 anche le MidCap) che abbiano realizzato all’estero più del 20% del fatturato degli ultimi 2 anni o il 35% del fatturato dell’ultimo anno, possono richiedere un finanziamento per la patrimonializzazione di durata fino a 6 anni (fino a 24 mesi di preammortamento) e di importo fino a 800.000 euro (purché non maggiore del 40% del patrimonio netto dell’impresa).

Migliorare la solidità patrimoniale delle imprese significa infatti accrescere la loro capacità di competere sui mercati esteri.

E’ importante sottolineare che il livello di solidità patrimoniale dell’impresa, inteso come rapporto tra patrimonio netto e attività immobilizzate nette, deve risultare < 2,00 se manifatturiera o < di 4,00 se commerciale / di servizi.

7. Programmi di assistenza tecnica

Questa agevolazione è pensata per aiutare le imprese che devono provvedere alla formazione necessaria per il personale attivo in un paese extra UE di destinazione e a tutte le spese associate (viaggi, soggiorni e consulenze).

La formazione deve essere effettuata dopo la realizzazione dell’investimento, che deve essere stato fatto nei 6 mesi precedenti alla data di presentazione della domanda.

E’ possibile preventivare fino a 300.000 euro di spese, mentre il tempo limite per la restituzione dell’importo è di 4 anni (1 di preammortamento).

Anche in questo caso però, non è possibile richiedere più del 15% della media dei ricavi dell’ultimo biennio e pertanto è possibile accedere all’agevolazione solo nel caso in cui siano stati depositati almeno 2 bilanci relativi a due esercizi completi.

 

 

Beh, sembra proprio che tu non abbia più scuse per posticipare la tua espansione all’estero…! 😀

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