Dal 21 settembre 2026 le imprese italiane con vocazione internazionale hanno una strada in più per finanziare i loro progetti di intelligenza artificiale: si chiama SIMEST Investimenti IA & Quantum Computing, ed è la nuova sezione inserita all’interno della misura “Transizione Digitale o Ecologica”.
Chi vi accede ottiene condizioni migliori rispetto allo strumento ordinario su quasi ogni fronte: fino al 20% a fondo perduto, tasso agevolato particolarmente basso, anticipo raddoppiato al 50% e durata del finanziamento estendibile fino a 8 anni.
Non parliamo di uno strumento nuovo di zecca, slegato dal resto.
SIMEST ha semplicemente aggiornato la Circolare operativa n. 4/394/2023 il 30 luglio 2026 per introdurre questa sezione dedicata, mettendo sul piatto una dotazione di 200 milioni di euro all’interno del Fondo 394/81.
Ma per chi ha già in cantiere un investimento in IA – che sia l’automazione della produzione, l’analisi predittiva della domanda sui mercati esteri o qualcos’altro – cambia comunque parecchio: è, ad oggi, l’occasione più concreta per finanziarlo a condizioni davvero vantaggiose.
Vediamo allora come funziona nel dettaglio SIMEST Investimenti IA & Quantum Computing: chi può accedere, quali spese sono davvero ammissibili, quanto si può ottenere e cosa conviene preparare prima che il portale apra, alle 9:00 del 21 settembre 2026.
Qual è l’obiettivo della misura
SIMEST lo ha detto chiaramente in fase di presentazione, e lo ha ribadito anche l’amministratrice delegata Regina Corradini D’Arienzo: l’intelligenza artificiale deve diventare una leva concreta di competitività per le imprese italiane sui mercati internazionali, non un esercizio di stile tecnologico. Il ragionamento regge, se ci si pensa.
Le tecnologie IA possono incidere su tutta la catena del valore di un’impresa esportatrice – dalla progettazione alla produzione, dalla gestione dei fornitori alla logistica, dall’analisi dei mercati esteri fino alla personalizzazione dell’offerta commerciale – eppure gli investimenti in questo campo restano ancora limitati soprattutto tra le PMI, dove il costo di implementazione e la scarsità di competenze specialistiche pesano molto più che nelle grandi imprese.
Ecco perché la sezione IA & Quantum Computing non finanzia un settore produttivo, ma un tipo di investimento.
Qualsiasi impresa esportatrice, o inserita in una filiera export, che decida di sviluppare, adottare o integrare soluzioni di intelligenza artificiale o calcolo quantistico nei propri processi può accedere, a determinate condizioni, a un finanziamento con una quota significativa a fondo perduto.
Va detto con chiarezza, però, che questa sezione non è uno strumento autonomo: si appoggia interamente alla disciplina generale della misura Transizione Digitale o Ecologica del Fondo 394/81, di cui condivide i requisiti di ammissibilità, la procedura di domanda e le cause di revoca ordinarie, aggiungendo un pacchetto di condizioni dedicate riservato a chi orienta l’intero programma di investimento verso l’IA e il quantum computing.
Rientra a tutti gli effetti tra i finanziamenti agevolati SIMEST per l’internazionalizzazione, che offrono diverse linee di intervento a seconda dell’obiettivo dell’impresa.
Chi può partecipare a SIMEST Investimenti IA & Quantum Computing
Per accedere alle condizioni dedicate, un’impresa deve soddisfare due gruppi di requisiti: quelli generali previsti per tutte le domande sulla misura Transizione Digitale o Ecologica, e un requisito specifico legato proprio all’impegno verso l’intelligenza artificiale.
Requisiti generali, validi per l’intera misura:
- sede legale e sede operativa in Italia;
- regolare costituzione e iscrizione al Registro delle Imprese, in stato di attività;
- almeno due bilanci depositati, relativi a due esercizi completi precedenti la domanda (o, in assenza di obbligo di deposito, la dichiarazione dei redditi con prospetti economico-patrimoniali equivalenti);
- regolarità con la normativa sul lavoro e con gli obblighi contributivi, verificata tramite DURC;
- nessuna delle condizioni di esclusione previste dalla Circolare – procedure concorsuali, sanzioni internazionali, condanne penali rilevanti, cause ostative antimafia;
- una classe di Scoring diversa da 10, 11 e 12 nel sistema Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale;
- l’assolvimento dell’obbligo di stipula della Polizza Catastrofale.
C’è poi il requisito che qualifica davvero la sezione IA & Quantum Computing: l’impresa deve impegnarsi formalmente, in sede di domanda, a destinare il 100% delle risorse dell’Intervento Agevolativo a spese riconducibili a investimenti, servizi e iniziative in ambito intelligenza artificiale e quantum computing.
Niente ibridi, insomma: non si possono chiedere le condizioni agevolate della sezione IA e poi usare parte del finanziamento per altro, ad esempio per il rafforzamento patrimoniale generico che la misura Transizione Digitale “ordinaria” invece ammette.
A questo si aggiunge un requisito di vocazione internazionale, che si può soddisfare in due modi alternativi:
- fatturato estero pari ad almeno il 3% dell’ultimo esercizio — soglia ridotta rispetto al 10% chiesto normalmente dalla misura Transizione Digitale o Ecologica alle imprese “standard”;
- oppure almeno il 10% del proprio fatturato totale (voce A1 del conto economico) realizzato verso una o più imprese clienti esportatrici italiane, ciascuna con un fatturato export pari almeno al 3%.
La seconda strada è pensata proprio per chi non esporta direttamente ma lavora per chi lo fa: pensiamo a un fornitore di componentistica che vende principalmente a un’azienda italiana esportatrice. Anche senza fatturato estero diretto, può rientrare nella misura.
Restano invece esclusi, come per tutta la misura Transizione Digitale o Ecologica, le imprese del settore bancario, finanziario e assicurativo, quelle attive in via prevalente nella pesca, nell’acquacoltura e nella produzione primaria di prodotti agricoli, e i soggetti colpiti da sanzioni internazionali o cause ostative di legge. Chi opera in questi settori solo in via secondaria può comunque partecipare, a patto di dichiarare che l’agevolazione non riguarda l’attività esclusa.
Quali agevolazioni sono previste
Il vero valore aggiunto di SIMEST Investimenti IA & Quantum Computing rispetto alla misura ordinaria sta proprio qui: le condizioni economiche migliorano su quasi ogni parametro.
Si parte dal contributo a fondo perduto, del 10% dell’Intervento Agevolativo, con un tetto di 100.000 euro, sempre nel rispetto del plafond “de minimis” disponibile per l’impresa.
Va detto con onestà: non è una quota automatica come lo sconto sul tasso, ma resta condizionata al rispetto dell’impegno del 100% fino alla rendicontazione finale.
Se il requisito viene meno prima della prima erogazione, il cofinanziamento è revocato integralmente; se le spese IA non vengono effettivamente realizzate entro la rendicontazione finale, la revoca scatta in proporzione alla parte non destinata a quelle spese.
Sul fronte del tasso, il finanziamento è concesso a una percentuale del Tasso di Riferimento UE, scelta dall’impresa in domanda tra tre opzioni – 10%, 50% o 80% del tasso di riferimento.
Ad oggi SIMEST indica un tasso minimo effettivo dello 0,371%, ma è un valore aggiornato mensilmente e va sempre riverificato al momento della presentazione della domanda.
C’è poi una novità operativa che, per molte imprese, conta più di tutto il resto: l’anticipo raddoppiato al 50%.
Nella misura Transizione Digitale o Ecologica ordinaria la prima tranche di erogazione è pari al 25% dell’importo deliberato; per chi accede alla sezione IA & Quantum Computing (come per altre categorie premiali della Circolare, ad esempio le imprese energivore o quelle con interessi negli USA) quella prima tranche sale al 50%, erogata entro 30 giorni dall’adempimento delle condizioni sospensive. Significa liquidità concreta molto prima nel percorso del progetto.
Anche sulla durata SIMEST Investimenti IA & Quantum Computing offre qualcosa in più: lo standard sono 6 anni, di cui 2 di preammortamento e 4 di rimborso in 8 rate semestrali a capitale costante, ma chi si impegna a destinare il 100% delle risorse a spese IA/quantum può chiedere già in domanda un’estensione di 2 anni del periodo di rimborso, arrivando a 8 anni complessivi (sempre con 2 di preammortamento) e a 12 rate semestrali.
Quanto agli importi: fermo restando un minimo di 10.000 euro, il massimo finanziabile è pari al minore tra il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci e i massimali comuni a tutta la misura Transizione Digitale o Ecologica – 500.000 euro per le Micro Imprese, 2.500.000 euro per PMI, PMI innovative e Start Up Innovative, 5.000.000 euro per le Altre imprese.
Sulle garanzie, invece, le imprese nelle prime due classi di Scoring MCC, insieme a PMI innovative e Start Up Innovative, ne sono esentate del tutto; per le altre la percentuale richiesta cresce con la classe di rischio, dallo 0% delle classi 1-2 fino al 40% della classe 9.
Quali sono le spese ammissibili nella sezione IA & Quantum Computing
Con il nuovo Allegato 2 introdotto proprio per questa sezione, la Circolare definisce in modo piuttosto ampio cosa rientra tra le spese finanziabili. Vale la pena scorrerle una per una, perché il perimetro è più largo di quanto ci si aspetterebbe da un bando pubblico:
- infrastruttura e computing — cloud AI e quantum computing (costi a consumo per training e inferenza), GPU/TPU on-premise o in co-location, storage per dataset e modelli, edge computing integrato in macchinari o dispositivi IoT;
- software e licenze — piattaforme AI e quantum computing (es. Salesforce Einstein, SAP AI, Microsoft Copilot), API di modelli (OpenAI, Anthropic, Google Gemini), software MLOps, strumenti di data labeling, software di automazione basati su IA;
- sviluppo e implementazione — modelli proprietari sviluppati su misura, fine-tuning di modelli pre-addestrati, integrazione con sistemi aziendali esistenti come ERP, CRM, MES o SCADA, testing e validazione, prompt engineering;
- dati — raccolta e acquisto di dataset, data cleaning e preprocessing, data governance, strumenti di data quality;
- personale e competenze — inserimento temporaneo di figure manageriali come un AI Project Manager, per un massimo di 6 mesi, formazione e upskilling del personale, contratti di apprendistato o tirocinio per profili con background IA/quantum;
- certificazioni — ottenimento di certificazioni specifiche (es. ISO/IEC 42001) e strumenti a tutela della proprietà intellettuale delle soluzioni sviluppate;
- sicurezza e compliance — cybersecurity applicata ai sistemi IA, conformità GDPR, adeguamento all’AI Act, audit degli algoritmi ed explainable AI;
- governance e strategia — definizione di policy interne sull’uso dell’IA, partecipazione a consorzi o ecosistemi dedicati;
- eventi e missioni dedicate all’IA e al quantum computing;
- consulenze specialistiche per la progettazione e l’implementazione di quanto sopra, comprensive degli aspetti di governance e organizzazione.
Le spese possono essere sostenute anche dalle società controllate dell’impresa richiedente, in Italia o all’estero, purché il rimborso del finanziamento e la verifica delle spese restino garantiti dall’impresa richiedente.
E se il tuo progetto guarda più alla digitalizzazione di base che all’intelligenza artificiale in senso stretto, vale la pena valutare in alternativa il Voucher Cloud e Cybersecurity del MIMIT, che non richiede il requisito di fatturato export.
C’è un aspetto su cui conviene essere precisi fin da subito: chi destina anche solo in parte l’intervento a spese IA deve produrre una dichiarazione di conformità alla normativa in ambito di intelligenza artificiale, sia in fase di domanda sia in sede di rendicontazione finale.
In pratica l’impresa attesta che l’intervento non sarà destinato, in tutto o in parte, a sistemi di IA vietati ai sensi dell’AI Act (Regolamento UE 2024/1689), e che le eventuali spese connesse a sistemi ad alto rischio rispetteranno gli obblighi previsti dalla normativa.
Quando il Programma prevede sistemi di IA destinati a interagire con persone fisiche o a generare contenuti, si aggiungono anche gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 dell’AI Act, inclusa la marcatura dei contenuti generati artificialmente.
Restano invece fuori dal perimetro, come per l’intera misura, le spese connesse direttamente all’esportazione (commissioni sul venduto, costituzione e gestione di reti di distribuzione), le spese correnti dell’impresa – personale ordinario, consulenza fiscale o legale ricorrente, pubblicità – e tutto ciò che non è pertinente al programma dichiarato o è già coperto da un’altra agevolazione pubblica non cumulabile.
Cosa succede se non si rispetta l’impegno sulle spese IA
Questo è il punto su cui gli imprenditori chiedono più chiarezza, e su cui merita essere espliciti perché quasi nessuna scheda tecnica in giro lo spiega davvero in modo semplice. L’aggiornamento del 30 luglio 2026 ha introdotto due nuove cause di revoca specifiche per chi accede alla sezione IA.
La prima è una revoca pro quota, tra Finanziamento e Cofinanziamento: scatta se in sede di Rendicontazione Finale l’impresa non ha effettivamente realizzato le spese dichiarate come riconducibili a investimenti, servizi e iniziative in ambito IA e quantum computing.
In pratica viene revocata la parte non correttamente destinata, mentre resta valida quella rendicontata bene. La seconda è una revoca totale, e riguarda un caso più grave: SIMEST accerta che le risorse sono state destinate, anche solo in parte, allo sviluppo, all’immissione sul mercato, alla messa in servizio o all’uso di sistemi di IA vietati ai sensi dell’articolo 5 dell’AI Act.
Tradotto in termini pratici: prima di presentare domanda conviene avere già un piano di investimento realistico e abbastanza dettagliato. Non basta l’intenzione dichiarata sulla carta, perché il rispetto dell’impegno del 100% viene verificato concretamente in fase di rendicontazione, sia intermedia (dove prevista) sia finale.
Come presentare domanda a SIMEST Investimenti IA & Quantum Computing
Le richieste potranno essere presentate esclusivamente in via telematica, tramite il Portale SIMEST, a partire dalle ore 9:00 del 21 settembre 2026. Un dettaglio operativo da non sottovalutare: il portale sarà offline dalle 18:00 del 20 settembre fino alle 9:00 del giorno dopo, per consentire l’aggiornamento tecnico in vista dell’apertura della nuova sezione. In quella finestra non sarà possibile fare alcuna operazione.
Le domande vengono istruite da SIMEST in ordine cronologico di presentazione, non tramite una graduatoria di merito.
Chi presenta una domanda completa e corretta nei primi giorni parte quindi con un vantaggio procedurale reale, tanto più che la dotazione dedicata di 200 milioni di euro, per quanto ampia, non è illimitata.
Per compilare la domanda occorre in particolare:
- allegare tutta la documentazione richiesta dalla Circolare – dichiarazioni sostitutive, format specifici per la sezione IA, eventuale asseverazione del fatturato export;
- indicare i dati del legale rappresentante e del titolare effettivo dell’impresa;
- caricare, se già disponibile, il contratto di apertura del Conto Corrente Dedicato, obbligatorio per gestire tutte le spese ammissibili;
- sottoscrivere digitalmente ogni documento – pena l’inammissibilità della domanda.
Un’ultima precisazione, ma non secondaria: presentare la domanda non dà diritto automatico alla concessione. Tutto resta subordinato alla completezza della richiesta, alla sussistenza dei requisiti, al buon esito dell’istruttoria e all’effettiva disponibilità delle risorse del Fondo 394/81.
Per quali progetti può essere interessante
Guardando alle spese ammissibili elencate in Circolare, SIMEST Investimenti IA & Quantum Computing si presta in particolare a:
- progetti di automazione dei processi produttivi e logistici con sistemi di IA predittiva;
- sviluppo o integrazione di modelli proprietari per l’analisi della domanda sui mercati esteri;
- investimenti in infrastrutture cloud e capacità di calcolo dedicate — GPU, TPU, edge computing — per imprese manifatturiere che vogliono portare l’IA direttamente sulla linea produttiva;
- percorsi di adeguamento alla normativa IA per imprese che già utilizzano sistemi di intelligenza artificiale e devono strutturare governance, audit e documentazione tecnica;
- progetti di formazione e inserimento di competenze specialistiche, per chi preferisce partire dalle persone prima ancora che dalla tecnologia.
Se invece la tua impresa ha bisogno soprattutto di una figura manageriale esperta a tutto tondo, e non solo di competenze IA, può valere la pena confrontare questa misura con il bando Temporary Manager SIMEST, pensato per l’inserimento di un export manager esperto in azienda.
Domande frequenti su SIMEST Investimenti IA & Quantum Computing
Quanto finanzia SIMEST per l’intelligenza artificiale? Fino al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci, con massimali di 500.000 euro per le Micro Imprese, 2.500.000 euro per PMI e PMI innovative, 5.000.000 euro per le Altre imprese. A questo si aggiunge un contributo a fondo perduto fino al 10% dell’intervento, nel limite di 100.000 euro.
Chi può partecipare a SIMEST Investimenti IA & Quantum Computing? Le imprese con sede legale e operativa in Italia che si impegnano a destinare il 100% delle risorse a spese IA/quantum e che abbiano un fatturato export di almeno il 3% dell’ultimo esercizio, oppure almeno il 10% del proprio fatturato verso clienti italiani esportatori con fatturato export pari almeno al 3%.
Quali spese sono ammissibili? Infrastrutture cloud e computing, software e licenze IA, sviluppo di modelli, gestione dati, formazione e inserimento di competenze, certificazioni, cybersecurity, adeguamento all’AI Act, governance e consulenze specialistiche, secondo l’elenco dettagliato dell’Allegato 2 alla Circolare 4/394/2023.
Quando scade la misura SIMEST IA & Quantum Computing? Le domande si possono presentare dal 21 settembre 2026, con istruttoria in ordine cronologico fino a esaurimento della dotazione dedicata di 200 milioni di euro; per alcune premialità collegate la Circolare fissa come termine ultimo il 31 dicembre 2026, ma è consigliabile verificare eventuali aggiornamenti al momento della domanda.
SIMEST Investimenti IA finanzia anche le grandi imprese? Sì, la misura è aperta anche alle “Altre imprese” (non PMI), con un massimale più alto (5.000.000 euro), ma le condizioni più vantaggiose in termini di fondo perduto sono comunque calibrate sul limite del 10% con tetto di 100.000 euro per tutte le dimensioni d’impresa.
Cosa succede se non uso tutte le risorse per l’IA come dichiarato? Se in sede di rendicontazione finale le spese effettivamente riconducibili all’IA e al quantum computing risultano inferiori a quanto dichiarato, SIMEST procede a una revoca proporzionale tra Finanziamento e Cofinanziamento, limitatamente alla parte non correttamente destinata.
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Il requisito del 100% delle risorse destinate a spese IA, la verifica del fatturato export, la conformità all’AI Act e l’ordine cronologico di presentazione delle domande sono tutti elementi che vale la pena controllare con attenzione prima del 21 settembre.
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