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Grazie alle misure introdotte dall’Investment Compact, nel marzo 2015, l’Italia ha visto nascere una nuova tipologia d’impresa, le PMI innovative.

L’introduzione delle PMI innovative da parte del Governo, ha come obiettivo quello di rafforzare la competitività del tessuto produttivo nazionale e favorire la diffusione  di innovazioni di tipo tecnologico in tutti i settori economici presenti nel nostro Paese.

Secondo la Legge 33/2015, che ha convertito il DL 3/2015, possono essere definite PMI innovative quelle società di capitali, rientranti nei limiti dimensionali delle PMI, che sul territorio italiano soddisfino determinati parametri riguardanti l’innovazione tecnologica.

La condizione fondamentale per questo tipo di società è l’iscrizione nell’apposita sezione speciale del Registro delle Imprese riservata alle PMI innovative.

Ma quali sono i vantaggi di cui possono beneficiare queste nuove imprese?

Pensate come lo stadio evolutivo successivo delle startup innovative, alle PMI innovative sono stati riservati molti dei benefici previsti per quest’ultime.

Tra questi sono compresi un tipo di gestione societaria flessibile, facilitazioni nel ripianamento delle perdite, piani di incentivazione in equity, incentivi fiscali per investimenti in PMI innovative e sostegno ad hoc nel processo di internazionalizzazione da parte dell’Agenzia ICE.

Tenendo presente la novità di questa forma imprenditoriale, il quadro di distribuzione geografica è composto ancora da pochi esemplari ma, considerati gli straordinari risultati ottenuti dalle startup innovative, non ci resta che aspettare e lasciare che le PMI innovative prendano il via, così come è accaduto per le startup innovative.

 

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