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Le agevolazioni per sostenere la tua attività durante e dopo l’emergenza

25 Mar, 2020

Questo articolo viene aggiornato con l’inserimento di nuove agevolazioni che possono aiutare la tua attività a superare le difficoltà dovute alla diffusione del Coronavirus.

Il Decreto Cura Italia (Decreto 18/2020), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 marzo, prevede una serie di misure volte a sostenere il nostro Paese che, in questi giorni, si trova a fronteggiare l’ormai tristemente nota emergenza da COVID-19 (Coronavirus).

Tra i vari provvedimenti del Governo, numerosi sono anche quelli relativi al mondo delle imprese e dei professionisti, soggetti che si trovano, loro malgrado, ad affrontare una crisi sanitaria, economica e organizzativa.

A queste iniziative, poi, se ne aggiungono altre, anche a livello regionale, già previste o appositamente varate e che possono certamente rivelarsi un valido supporto economico in questo momento particolarmente critico e delicato.

Vediamo subito insieme quali sono queste iniziative…

Credito d’imposta per le spese di Sanificazione

 

L’agevolazione “Credito d’imposta per le spese di sanificazione” è prevista all’art. 64 del Decreto Cura Italia e le risorse attualmente stanziate per questa misura sono pari a 50 milioni di euro, ma non si può escludere che tale dotazione possa essere incrementata nel caso in cui l’emergenza dovesse protrarsi nel tempo (ma ci auguriamo di no!).

Perché in questo momento la sanificazione è una pratica così importante?

Tale pratica, sempre e comunque utile negli ambienti di lavoro, ma diventa indispensabile in questi giorni di propagazione del contagio, tanto più per tutti coloro che non hanno interrotto l’attività lavorativa e che si trovano a condividere spazi, attrezzature, postazioni di lavoro e che magari lavorano anche a contatto con il pubblico.

 

Chi può richiederlo?

Possono beneficiare del credito tutti i soggetti che esercitano attività d’impresa, arte o professione, e quindi gli imprenditori, i titolari di partita IVA, le società e i professionisti.

 

Che tipo di agevolazione è prevista?

L’agevolazione “Credito d’imposta per le spese di sanificazione” concede la possibilità per i richiedenti di beneficiare di un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione di ambienti e strumenti di lavoro, fino a un massimo di 20.000 euro.

 

Da quando è possibile richiederlo?

Perché questa agevolazione sia fruibile bisogna attendere un decreto specifico da parte del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, che dovrebbe essere emanato entro il 16 aprile 2020.

Si presume che nel decreto verranno fornite anche maggiori informazioni in merito a dettagli operativi relativi alla scelta delle imprese autorizzate a effettuare gli interventi di sanificazione o ai prodotti da utilizzare.

Se credi quindi che la tua attività abbia bisogno di interventi di sanificazione, non perderti gli aggiornamenti dell’articolo.

 

Credito d’imposta per botteghe e negozi

 

All’art. 65 il Decreto Cura Italia prevede una agevolazione che ha come finalità quella di sostenere, almeno in parte, le botteghe e i negozi che durante il mese di marzo hanno sostenuto le spese di locazione dell’immobile.

E’ evidente come in un momento in cui le attività non possono fatturare, anche il pagamento del semplice canone di locazione diventa una spesa gravosa. 

Stiamo parlando dunque di tutte le attività che hanno dovuto chiudere le serrande per effetto delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19, ma che sono comunque obbligate a pagare il canone di affitto ai proprietari degli immobili.

Vediamo insieme tutte le caratteristiche specifiche di questa agevolazione…

 

Chi può richiederlo?

A poter beneficiare dell’agevolazione sono quindi solo le attività che sono state chiuse per effetto del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2020.

Ne sono quindi esclusi quei negozi che, poiché ritenuti attività essenziali, hanno potuto proseguire a esercitare, così come indicati agli allegati 1 e 2 del decreto stesso, ovvero:

  • Ipermercati
  • Supermercati
  • Discount di alimentari
  • Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
  • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
  • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2)
  • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
  • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
  • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
  • Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione
  • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
  • Farmacie
  • Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica
  • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale
  • Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
  • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
  • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
  • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
  • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
  • Attività delle lavanderie industriali
  • Altre lavanderie, tintorie
  • Servizi di pompe funebri e attività connesse

Se non appartieni a nessuno di questi settori ed hai dovuto pagare il canone di affitto per il mese di marzo, questa agevolazione può esserti davvero utile!

 

Che tipo di agevolazione è prevista?

L’agevolazione prevede un credito d’imposta del 60% riconosciuto a chi esercita attività d’impresa (sono quindi esclusi i professionisti) e che si applica ai canoni di locazione per immobili di categoria catastale C/1 (negozi e botteghe) relativamente al mese di marzo 2020.

 

Da quando è possibile richiederlo?

Il credito d’imposta per botteghe e negozi può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite F24, a partire dal 25 marzo, utilizzando il codice tributo 6914 (già determinato dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 13 del 20 marzo 2020).

 

Piani Aziendali di Smart Working: le agevolazioni per realizzarli

COVID-19 ha prodotto effetti molto importanti in ambito lavorativo, che si traducono nell’impossibilità in molti casi di recarsi a lavoro e nella difficoltà dei datori di lavoro a fronteggiare una situazione di emergenza totale.

Come risolvere allora questa problematica?

Fortunatamente ci viene in aiuto una nuova modalità di lavoro, attualmente ancora poco utilizzata, che è lo smart working ( “lavoro agile”). In estrema sintesi, si tratta d dare la possibilità ai lavoratori di restare a casa e prestare comunque l’attività lavorativa, ma da remoto.

Per incentivare lo smart working, le Regioni stanno prevedendo delle misure agevolative ad hoc che ne favoriscano l’adozione.

Vediamo alcuno esempi…

 

Regione Lazio – Piani Aziendali di Smart Working. Adozione di modelli e strumenti da parte delle imprese e dei titolari di Partita IVA del Lazio

Si tratta di una misura che la Regione Lazio ha attivato proprio nell’ambito dell’attuale fase di emergenza epidemiologica, al fine di permettere di proseguire nel massimo dell’efficienza e dell’efficacia, l’attività produttiva aziendale.

Il bando, rivolto a tutti i titolari di partita iva e alle imprese del Lazio, sostiene l’adozione di modelli innovativi di organizzazione del lavoro con piani aziendali che facilitino e promuovano l’uso di mezzi informatici per lo smart working.

Il contributo è concesso per:

  • A) formazione/consulenza per realizzare piani di smart working (obbligatorio)
  • B) acquisizione di strumenti tecnologici (hardware e software) finalizzati allo smart working (facoltativo).

 

Regione Lombardia – Avviso pubblico per l’adozione di piani aziendali di Smart Working

L’intervento della Regione Lombardia era già previsto prima dell’emergenza, ma a causa della diffusione del Coronavirus è stato previsto che possano accedere all’agevolazione anche le aziende che hanno introdotto il lavoro agile per i propri dipendenti, in modalità provvisoria, durante il periodo dello stato di emergenza.

Possono accedere al contributo i titolari di patita iva e le imprese della regione Lombardia per l’acquisto di:

  • A – Servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working
  • B – Acquisto di “strumenti tecnologici” funzionali all’attuazione del piano di smart working

 

 

Altre agevolazioni sono già previste e altri provvedimenti sono attesi nelle prossime settimane quindi continua a seguirci per rimanere aggiornato.

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