Seleziona una pagina

Ecco il credito d’imposta del 50% previsto dal Decreto Rilancio 2020, destinato ai contribuenti che investono in startup innovative e PMI innovative

10 Mar, 2021

Scheda agevolazione

Il nuovo credito d’imposta previsto dal Decreto Rilancio 2020 in regime de minimis è riconosciuto per investimenti, diretti o indiretti, fatti da persone fisiche su startup innovative e Pmi innovative. Prevede un riconoscimento d’imposta pari al 50%, secondo alcune condizioni variabili.

Possono accedere all’agevolazione tutte lepersone fisiche che investono nel capitale sociale di startup e Pmi innovative iscritte al Registro delle imprese al momento dell’investimento.

L’importo massimo detraibile dell’investimento è di 100mila euro per le start-up innovative, e di 300mila euro per le Pmi innovative. In caso di investimento superiore a 300mila euro, l’investitore potrà detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 30% dell’eccedenza, nel limite di 200mila euro, in tre esercizi finanziari.

Si tratta di una detrazione fiscale al 50% per gli investitori che mantengono tale investimento per almeno 3 anni. In caso contrario, si decade dal beneficio e si è obbligati a restituire quanto detratto, con interessi legali.

Il “Decreto Rilancio 2020” (DL n.34 del 19 maggio 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.128 del 19 maggio 2020) ha introdotto una nuova agevolazione per sostenere le imprese italiane a seguito dell’emergenza Coronavirus.

È un credito d’imposta del 50% destinato a chi investe nel capitale sociale di una o più startup innovative, e/o di una o più Pmi innovative (articolo 38, commi 7 ed 8).

Quando si parla di startup innovative si fa riferimento a società di capitali che rispondono a determinati requisiti previsti dall’art. 25, comma 2 del DL 179/2012.

Per Pmi innovative, invece, si intendono società in possesso di almeno due dei seguenti requisiti:

  •  il 3% dei costi totali deve essere attribuibile a attività di ricerca, sviluppo e innovazione;
  • un terzo del team deve essere composto da persone in possesso di una laurea magistrale;
  • un quinto del team deve essere formato da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori;
  • deve essere proprietaria di una forma di protezione intellettuale o di protezione del software.

La detrazione del 50% è riconosciuta per investimenti – diretti o indiretti –  che vengono mantenuti per almeno 3 anni. Nel caso in cui questa temporalità non sia rispettata, si decade dal beneficio e si è obbligati a restituire quanto detratto con interessi legali.

Per chi?

L’agevolazione premia tutti i contribuenti che investono nel capitale sociale di una o più realtà innovative che sono iscritte al Registro delle imprese al momento dell’investimento.

L’investimento in questione può essere diretto o indiretto. Con investimenti indiretti si intendono quelli effettuati attraverso organismi di investimento collettivo (Oicr) oppure altre società di capitali che investono prevalentemente in Start up innovative e Pmi innovative ammissibili.

Quanto si risparmia e su cosa?

Vediamo più nel dettaglio a cosa si applica il nuovo credito d’imposta per investimenti in startup e Pmi e quanto è possibile recuperare.

Chi investe in startup innovative, può detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 50% dell’investimento, fino ad un massimo di 100mila euro, per un ammontare di detrazione non superiore a 50mila euro.

Chi, invece, decide di investire in Pmi innovative, può detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 50% dell’investimento fino ad un massimo di  300mila euro, per un ammontare di detrazione non superiore a 150mila euro. In caso di investimento superiore a 300mila euro, l’investitore potrà detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 30% dell’eccedenza, nel limite di 200mila euro, in tre esercizi finanziari.

Cosa non può essere agevolato?

NON sono agevolabili:

  • Gli investimenti effettuati attraverso Oicr e società, direttamente o indirettamente, a partecipazione pubblica

Non sono agevolabili, inoltre, gli investimenti in startup innovative o Pmi innovative che operano in alcuni settori (indicati all’art. 1, comma 1 del Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013).

Sono, infatti, esclusi gli investimenti effettuati in:

  • Imprese che operano nel settore della pesca e dell’acquacoltura;
  • Aziende che lavorano nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli;
  • Imprese operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (nei casi indicati dall’art.1, comma 1 del Regolamento (UE) n. 1407/2013)
  • Attività connesse all’esportazione verso paesi terzi o Stati membri, ossia aiuti direttamente collegati ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione o ad altre spese connesse con l’attività d’esportazione.

Come e quando presentare la domanda?

Come indicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 febbraio 2021, l’impresa beneficiaria dovrà presentare un’istanza attraverso la piattaforma online chiamata “Incentivi fiscali in regime «de minimis» per investimenti in start-up e Pmi innovative”, indicando dati e termini dell’investimento prima che diventi effettivo.

Se, invece, tali investimenti sono già stati effettuati durante il 2020, si potrà presentare comunque la domanda, nel periodo che va dal 1° marzo al 30 aprile 2021.

Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

 

Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, lascia un commentocondividilo sui social!

>