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Legge di Bilancio 2021: novità per il Credito d’imposta per investimenti in beni strumetali

2 Apr, 2021

Scheda agevolazione

Il credito d’imposta, previsto dalla Legge di Bilancio 2020 e modificato dalla Legge di Bilancio 2021, è riconosciuto per investimenti in beni strumentali e prevede il riconoscimento di un credito d’imposta con aliquote variabili in base al tipo di beni acquisiti e agli importi di spesa.

Possono accedere all’agevolazione tutte le imprese residenti sul territorio italiano. Per alcune tipologie di beni sono ammessi ad usufruirne anche gli esercenti arti e professioni.

Per il 2021 le aliquote sono state elevate (ma torneranno più basse nel 2022) e variano dal 10% al 50% in base alla tipologia di beni acquisiti e all’importo speso.

L’agevolazione è concessa per i beni materiali ricompresi nel piano Industria 4.0, per i beni immateriali connessi all’Industria 4.0 e per i beni materiali e immateriali di altre categorie, purché siano tutti strumentali all’esercizio d’impresa.

Aggiornamento

A seguito della nuova legge di Bilancio 2021, sono state introdotte delle novità per il credito d’imposta sui beni strumentali (art.1 commi da 1051 a 1063).

Le novità riguardano il periodo degli investimenti interessati, aliquote agevolative più elevate e più alti limiti massimi delle spese ammissibili.

Il nuovo incentivo per beni strumentali potrà essere utilizzato per gli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021 (anche entro il 30 giugno 2022, a condizione, però, che entro la data del 31 dicembre 2021 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia già stato liquidato un acconto almeno pari al 20% per cento del costo di acquisto del bene). Gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2020 al 15 novembre 2020 sono soggetti alla disciplina contenuta nella legge di Bilancio 2020. Per il 2022 le disposizioni presenti nella Legge di Bilancio prevedono che aliquote tornino ai livelli precedenti.

Per gli investimenti in beni materiali Industria 4.0 (individuati all’allegato A della Legge di Bilancio 2017):

  Se  effettuati dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021 (con possibile estensione fino al 30 giugno 2022), il credito d’imposta è pari al 50% del costo dei beni per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, e del 30% per l’eventuale quota fra 2,5 milioni e 10 milioni di euro, e nella misura del 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi pari a 20 milioni di euro. La compensazione deve avvenire in 3 quote annuali di pari importo.

– Se, invece, verranno effettuati dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre  2022 (con possibilità di estensione fino al 30 giugno 2023) il credito d’imposta è riconosciuto al 40% del costo dei beni per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, e del 20% del costo per l’eventuale quota fra 2,5 milioni e 10 milioni di euro, e nella misura del 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi pari a 20 milioni di euro.

Bisogna notare che per usufruire di questo intervento, è necessario che i macchinari siano interconnessi: fino all’avvenuta interconnessione infatti, sarà possibile applicare solo il credito d’imposta previsto per tutti gli altri beni strumentali.

Per investimenti in beni immateriali connessi a Industria 4.0 (ovvero servizi e software digitali come definiti all’allegato B della Legge di Bilancio 2017) a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022 (con possibilità di estensione al 30 giugno 2023) l’aliquota è invece fissata al 20% per investimenti fino a 1 milione di euro, con una compensazione fruibile in 3 anni, a decorrere dall’anno di interconnessione dei beni. L’agevolazione è valida anche se non si acquistano beni materiali.

Inoltre, per gli altri beni strumentali nuovi, materiali o immateriali, il valore del credito d’imposta è fissato al 10% per il 2021 (15% se si tratta di strumentazioni e dispositivi per lo smartworking) e al 6% per il 2022 e si applica per investimenti fino a 2 milioni di euro nel caso di beni materiali, o fino a 1 milione di euro per i beni immateriali. In questo caso la compensazione avverrà in un’unica quota annuale per le spese sostenute nel 2021, mentre avrà una durata di 3 anni per quelle sostenute nel 2022, a partire dall’anno in cui il bene entra in funzione.

La Legge di Bilancio 2020 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30/12/2019) ha introdotto un nuovo credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali all’esercizio d’impresa (articolo 1, commi 184-197).

La misura va in pratica a sostituire i vecchi super e iperammortamento, che non sono stati invece prorogati (ma che rimangono comunque fruibili per i beni acquistati o prenotati al 31 dicembre 2019).

Il nuovo credito d’imposta si applica ai beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, ed è fruibile esclusivamente tramite compensazione in F24.

Per chi?

Possono accedervi tutte le imprese residenti nel territorio italiano. Rimangono escluse solo le imprese destinatarie di sanzioni interdittive e quelle in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, o comunque soggette ad altra procedura concorsuale o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni.

Quanto si risparmia e su cosa?

Vediamo più nel dettaglio a quali beni si applica il nuovo credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali e quanto è possibile recuperare.

Per i beni materiali Industria 4.0 (individuati all’allegato A della Legge di Bilancio 2017) il credito d’imposta è pari al 40% del costo dei beni per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro e del 20% per l’eventuale quota fra 2,5 milioni e 10 milioni di euro. La compensazione deve avvenire in 5 quote annuali di pari importo. Bisogna notare che per usufruire di questo intervento, è necessario i macchinari siano interconnessi: fino all’avvenuta interconnessione infatti, sarà possibile applicare solo il credito d’imposta al 6% previsto per tutti gli altri beni strumentali.

Per i beni immateriali connessi a Industria 4.0 (ovvero servizi e software digitali come definiti all’allegato B della Legge di Bilancio 2017) l’aliquota è invece fissata al 15% per investimenti fino a 700.000 euro, con una compensazione fruibile in 3 anni). L’agevolazione è valida anche se non si acquistano beni materiali.

Inoltre, per gli altri beni materiali strumentali nuovi, il valore del credito d’imposta è fissato al 6% e si applica per investimenti fino a 2 milioni di euro. In questo caso la compensazione avrà una durata di 5 anni.

Il nuovo incentivo per beni strumentali potrà essere utilizzato per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2020 fino 31 dicembre 2020 (anche fino al 30 giugno 2021 a condizione, però, che entro la data del 31 dicembre 2020 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia già stato liquidato un acconto almeno pari al 20% per cento del costo di acquisto del bene). Possono essere agevolati  beni materiali e immateriali nuovi, strumentali rispetto all’attività d’impresa o professionale e acquisiti mediante acquisto, leasing o contratto di appalto.

Beni esclusi

Non sono agevolabili

  • gli investimenti in beni materiali strumentali per i quali il D.M. 31 dicembre 1988 stabilisce coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%;
  • veicoli e altri mezzi di trasporto;
  • fabbricati e costruzioni;
  • beni di cui all’allegato 3 annesso alla legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 2015), che riguarda, ad esempio, condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque o dagli stabilimenti balneari e termali; condotte utilizzate per la produzione e la distribuzione di gas naturale dalle industrie di produzione e distribuzione di gas naturale; materiale rotabile; aerei completi di equipaggiamento; beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti, in concessione e a tariffa, nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.
Per usufruire dell’agevolazione sarà necessario inviare una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico, ma per ulteriori dettagli è necessario attendere un apposito decreto ministeriale.
L’agevolazione si è trasformata un bel po’, certo, ma rimane ancora una bella opportunità per innovare la tua impresa: cosa aspetti?

Concentrati sul tuo business, a trovare il bando giusto per te ci pensiamo noi!

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