Seleziona una pagina

Che cos’è lo smart working? Quali sono le agevolazioni e i contributi per applicarlo concretamente? Ecco tutto quello che c’è da sapere…

26 Mar, 2020

Questo articolo è in continuo aggiornamento con l’inserimento di nuove agevolazioni che possono essere di supporto alla tua attività per superare le difficoltà del momento.

Quello dello smart working, o lavoro agile, è un concetto che solo negli ultimi tempi si sta diffondendo nelle aziende italiane e capirne il significato  non è scontato e nemmeno così intuitivo.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali lo definisce così:  «lo Smart Working (o Lavoro Agile) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività».

Se ci limitassimo a questa definizione potremmo pensare che lo Smart Working sia solo una semplice iniziativa di work-life balance per le persone.

L’implementazione dello smart working in una qualunque realtà aziendale presuppone invece un percorso di profondo cambiamento che richiede un’evoluzione dei modelli organizzativi aziendali, evoluzione che va governata fase per fase.

Con la diffusione del Coronavirus nel nostro paese, l’introduzione dello Smart Working nelle imprese è diventata di fatto la misura consente di ridurre al minimo le possibilità di contagio, pur permettendo di portare avanti le proprie attività.

È evidente che se da un lato il lavoro agile regala ai lavoratori flessibilità e autonomia dall’altro la struttura aziendale deve necessariamente adottare tutte le misure necessarie per rendere l smart working efficiente ed efficace. Questo significa sostenere dei costi che non sempre sono di banale entità.

Fortunatamente lo Stato mette a disposizione delle imprese una serie di strumenti agevolativi per sostenere le imprese durante questa transizione.

Scopriamo insieme quali sono i principali strumenti a disposizione delle imprese italiane…

Regione Lazio – Piani Aziendali di Smart Working. Adozione di modelli e strumenti da parte delle imprese e dei titolari di Partita IVA del Lazio

 

L’intervento della Regione Lazio nasce dalla volontà di sostenere le imprese durante questa fase di emergenza epidemiologica da COVID-19(coronavirus) agevolandole nell’adozione di modelli innovativi di organizzazione del lavoro che consentano alle stesse di adottare nel breve periodo strumenti di lavoro agile ovvero di “smart working”.

Come abbiamo già evidenziato, ai sensi di quanto previsto dalla normativa nazionale, il lavoro agile/smart working riguarda l’ambito del lavoro subordinato e comprende tutte le forme di svolgimento della prestazione lavorativa in maniera flessibile rispetto all’orario e al luogo di lavoro.

Attraverso lo sviluppo di piani aziendali e l’adozione di adeguata strumentazione informatica, le imprese laziali potranno progressivamente eliminare – almeno per il momento – il vincolo del luogo in cui svolgere la prestazione lavorativa, lasciando la libertà di scelta al lavoratore stesso.

L’agevolazione si configura come aiuto di stato per i soggetti beneficiari dell’agevolazione ed è quindi riconosciuta ai sensi del Reg. (UE) n. 1407/2013 nei limiti previsti per gli altri aiuti di importanza minore “de minimis”.

 

Chi può richiederlo?

Possono presentare domanda le imprese iscritte alla Camera di Commercio ed i titolari di partita IVA, che operano nella Regione Lazio e che non risultano già in possesso di un piano regolamentato di smart working.

Occorre a questo punto fare una precisazione.

Non tutti i lavoratori e lavoratrici dipendenti delle imprese richiedenti il contributo possono essere destinatari degli interventi. Per poter avere accesso al contributo, infatti, i dipendenti devono essere ricompresi nelle seguenti tipologie contrattuali:

  • contratto di lavoro di diritto privato a tempo indeterminato o a tempo determinato (in entrambi i casi sia a tempo pieno, sia a tempo parziale);
  • contratto di apprendistato (ai sensi del D.Lgs. 81/2015);
  • soci-lavoratori di cooperative (sia che partecipino o non partecipino agli utili).

 

Questo vuol dire che rimangono esclusi:

  • i tirocinanti;
  • i collaboratori d’impresa;
  • i lavoratori con contratto di somministrazione;
  • i lavoratori con contratto di lavoro intermittente;
  • i titolari di impresa e i componenti dei Consigli di Amministrazione.

 

Che tipo di agevolazione è prevista?

Il sostegno viene concesso nella forma di contributo a fondo perduto il cui valore varia in funzione della tipologia di azione scelta e del numero totale di dipendenti delle sedi localizzate sul territorio di Regione Lazio.

Il valore del contributo potrà comunque raggiungere valori compresi fra € 7.500 ed € 22.500.

Nel dettaglio il valore del contributo viene determinato in questo modo:

  • Da 2 a 10 dipendenti l’importo totale del contributo è di € 7.500,00 di cui: l’importo per l’Azione A è di € 5.000,00 e l’importo per l’Azione B è di € 2.500,00
  • Da 11 a 20 dipendenti l’importo totale del contributo è di € 10.500,00 di cui: l’importo per l’Azione A è di € 7.000,00 e l’importo per l’Azione B è di € 3.500,00
  • Da 21 a 30 dipendenti l’importo totale del contributo è di € 000,00 di cui: l’importo per l’Azione A è di € 10.000,00 e l’importo per l’Azione B è di € 5.000,00
  • Oltre i 30 dipendenti l’importo totale del contributo è di € 22.500,00 di cui: l’importo per l’Azione A è di € 15.000,00 e l’importo per l’Azione B è di € 7.500,00

 

Che tipo di spese sono ammissibili?

 L’agevolazione prevede l’erogazione del contributo per la fruizione di diversi servizi, suddivisi in due azioni specifiche:

  • AZIONE A: servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working con relativo accordo aziendale o regolamento aziendale approvato e pubblicizzato nella bacheca e nella intranet aziendale;
  • AZIONE B: acquisto di “strumenti tecnologici” funzionali all’attuazione del piano di smart working.

Attenzione però perché ai fini del riconoscimento del contributo, l’Azione A è obbligatoria mentre l’Azione B è facoltativa. Analizziamo insieme nel dettaglio queste due Azioni.

In riferimento all’Azione A, il supporto all’adozione del Piano di Smart Working (incluso il regolamento aziendale e documentazione utile alla regolazione dello Smart Working) comprende 3 principali tipologie di attività:

  1. Attività preliminari all’adozione del piano di Smart Working: riguardano la definizione della policy aziendale sullo smart working e delle procedure idonee a introdurre la modalità di lavoro smart.

Ecco qualche esempio pratico:

  • analisi organizzativa e dei processi interni aziendali;
  • individuazione delle tecnologie digitali più idonee per lo smart working (es. strutturazione di processi di dematerializzazione, realizzazione di strumenti di social collaboration, utilizzo di devices, ecc.);
  • consulenza giuslavoristica per garantire il rispetto delle normative vigenti;
  • supporto per la stesura del piano di Smart Working e la redazione dell’accordo aziendale, corredato della modulistica necessaria.

 

  1. Attività di formazione rivolta al personale interessato dallo Smart Working: può essere realizzata dagli stessi soggetti proponenti che si candidano per la realizzazione di attività di formazione e direttamente destinata ai propri dipendenti o può essere erogata da un Organismo accreditato dalla Regione Lazio (in tal caso tale organismo si presenta in ATI/ATS con il soggetto proponente).

Chi potrà usufruire della formazione? L’attività formativa riguarda sia il management aziendale sia i lavoratori e le lavoratrici che ricorrono allo smart working.

  1. Avvio e monitoraggio di un progetto pilota: l’obiettivo, in questo caso, è supportare il soggetto beneficiario dell’agevolazione nella sperimentazione del piano di smart working, anche con un numero ridotto di dipendenti o appartenenti ad una sola unità produttiva/divisione/gruppo/ direzione.

Attenzione perché questa è una attività cruciale perché consente di verificare l’andamento del piano di smart working progettato, valutandone l’opportunità di perfezionamento e d’implementazione a regime.

Parte integrante dello smart working sono gli strumenti tecnologici che vengono forniti dal datore di lavoro.

In riferimento all’Azione B, infatti, il supporto all’attuazione del Piano di smart working viene effettuato attraverso l’acquisto di nuova strumentazione tecnologica, funzionale all’attuazione del piano.

Le spese ammissibili dovranno essere inerenti esclusivamente alle seguenti voci:

  • Componenti hardware, come ad esempio Notebook (i.e. computer portatile), Smartphone, Accessori.
  • Componenti software  funzionali allo svolgimento della prestazione lavorativa.

Da quando è possibile richiederlo?

I progetti devono essere presentati esclusivamente attraverso la procedura telematica accessibile dal sito della Regione Lazio.

La procedura di presentazione del progetto è da ritenersi conclusa solo all’avvenuta trasmissione di tutta la documentazione prevista dall’avviso e prodotta dal sistema, da effettuarsi, a cominciare dalle ore 9:30 del 12 marzo 2020 fino ad esaurimento risorse.

 

Regione Lombardia – Avviso pubblico per l’adozione di piani aziendali di Smart Working

smart working lombardia

 

La Regione Lombardia aveva previsto l’erogazione di un sostegno alle imprese per l’attuazione dello smart working nelle imprese ancor prima dell’emergenza generata dal Coronavirus e dalle relative politiche che hanno obbligano molte imprese a lavorare in modalità remota.

Con decreto regionale 3516 del 18 marzo 2020, la partecipazione al bando è stata estesa anche ai datori di lavoro che hanno introdotto il lavoro agile per i propri dipendenti nel periodo dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, a partire dal 25 febbraio 2020 per la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020.

Per questi datori di lavoro saranno ammissibili al contributo le spese sostenute a partire dal 25 febbraio 2020 per l’acquisto della strumentazione tecnologica e l’attuazione delle attività in smart working.

L’intervento ha il chiaro obiettivo di supportare le imprese lombarde nell’adozione e nell’attuazione di piani aziendali di smart working per i propri dipendenti, anche alla luce di quanto previsto dalla legge n. 81 del 22 maggio 2017 che prevede:

  • organizzazione flessibile del lavoro (fasi, cicli, obiettivi, orari, spazi, interno/esterno dell’azienda);
  • accordo scritto tra le parti per definire i poteri di controllo, la strumentazione tecnologica, i tempi di riposo (diritto alla disconnessione) e le modalità di recesso;
  • necessità di assicurare al lavoratore percorsi di apprendimento permanente, anche attraverso la certificazione di competenze acquisite in ambiti formali e informali;
  • necessità di garantire le condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro e l’assicurazione obbligatoria.

L’iniziativa è finanziata con risorse del POR FSE 2014-2020 – ASSE I “Occupazione”, a valere sull’Obiettivo specifico 8.6, Azione 8.6.1 e la sua dotazione finanziaria è pari a 4.500.000,00 euro.

Vediamo nel dettaglio cosa prevede la misura e a chi si rivolge.

Chi può richiederlo?

Possono partecipare al presente bando i soggetti che esercitano attività economica e che, al momento della presentazione della domanda, sono in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere imprese regolarmente iscritte allaCamera di Commerciodi competenza; oppure
  • essere soggetti, in forma singola o associata, non iscritti alla Camera di Commercio, in possesso di partita IVA.

Anche in questo caso, non tutti i lavoratori dipendenti delle imprese richiedenti il contributo possono essere destinatari degli interventi. Per poter avere accesso al contributo, nel conteggio dei dipendenti si devono ricomprendere esclusivamente le seguenti tipologie contrattuali:

  • contratto di lavoro di diritto privato a tempo indeterminato o a tempo determinato (in entrambi i casi sia a tempo pieno, sia a tempo parziale);
  • contratto di apprendistato (ai sensi del D.Lgs. 81/2015);
  • soci-lavoratori di cooperative (sia che partecipino o non partecipino agli utili).

Sono pertanto esclusi dal conteggio dei dipendenti:

  • i tirocinanti;
  • i collaboratori d’impresa;
  • i lavoratori con contratto di somministrazione;
  • i lavoratori con contratto di lavoro intermittente;
  • i titolari di impresa e i componenti dei Consigli di Amministrazione.

Che tipo di agevolazione è prevista?

Ai soggetti beneficiari dell’agevolazione, in possesso dei requisiti identificati in precedenza, è messo a disposizione un voucher, ovvero un contributo a fondo perduto, per la fruizione di:

  • servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working con relativo accordo aziendale o regolamento aziendale approvato e pubblicizzato nella bacheca e nella intranet aziendale (Azione A);
  • acquisto di “strumenti tecnologici” funzionali all’attuazione del piano di smart working (Azione B).

Analogamente alla precedente agevolazione, il valore del voucher viene determinato in base alla tipologia di azione scelta e al numero totale di dipendenti delle sedi localizzate sul territorio di Regione Lombardia, nel seguente modo:

  • Da 2 a 10 dipendenti l’importo totale del contributo è di € 7.500,00 di cui: l’importo per l’Azione A è di € 5.000,00 e l’importo per l’Azione B è di € 2.500,00
  • Da 11 a 20 dipendenti l’importo totale del contributo è di € 10.500,00 di cui: l’importo per l’Azione A è di € 7.000,00 e l’importo per l’Azione B è di € 3.500,00
  • Da 21 a 30 dipendenti l’importo totale del contributo è di € 000,00 di cui: l’importo per l’Azione A è di € 10.000,00 e l’importo per l’Azione B è di € 5.000,00
  • Oltre i 30 dipendenti l’importo totale del contributo è di € 22.500,00 di cui: l’importo per l’Azione A è di € 15.000,00 e l’importo per l’Azione B è di € 7.500,00

Il voucher avrà pertanto un valore compreso fra € 7.500 ed € 22.500.

 

Che tipo di spese sono ammissibili?

Come anticipato,  sono finanziabili gli interventi di supporto all’adozione (Azione A) e all’attuazione (Azione B) del piano di smart working realizzati sul territorio lombardo, articolati come segue:

Azione A – Supporto all’adozione del Piano di smart working, che si articola in:

  1. Attività preliminari all’adozione del piano di smart working
  2. Attività di formazione rivolta al management/middle management e agli smart worker
  3. Avvio e monitoraggio di un progetto pilota.

Azione B – Supporto all’attuazione del Piano di smart working, che si articola nell’acquisto di strumentazione tecnologica.

Ai fini del riconoscimento della spesa tutti gli interventi previsti all’azione A devono essere realizzati obbligatoriamente e devono essere verificabili e rendicontati attraverso il time sheet, previsto dalla fase di rendicontazione.

In riferimento all’Azione A, il supporto all’adozione del Piano di Smart Working (incluso il regolamento aziendale e documentazione utile alla regolazione dello Smart Working) comprende 3 principali tipologie di attività:

  1. Attività preliminari all’adozione del piano di smart working il cui obiettivo è supportare il soggetto beneficiario dell’agevolazione nella definizione della policy aziendale sullo smart working e delle procedure idonee a introdurre la modalità di lavoro smart e nella redazione del piano di smart working (incluso il regolamento aziendale e documentazione utile alla regolazione dello smart working) in coerenza con la legislazione vigente.

Questa attività deve essere realizzata ad hoc, considerando le caratteristiche peculiari del soggetto beneficiario dell’agevolazione: categoria produttiva, dimensione, strumenti organizzativi e tecnologici, cultura dell’organizzazione e gli stili di leadership adottati.

  1. Attività di formazione rivolta al management/middle management e agli smart worker.

Questa fase ha un duplice obiettivo.

In prima battuta l’obiettivo è accompagnare il management e il middle management cambiamento organizzativo e dei modelli manageriali tradizionali (basati su concetti come il luogo e l’orario di lavoro), promuovendo nuovi stili di leadership che privilegino l’autonomia e la responsabilità dei lavoratori, dando loro maggior fiducia e flessibilità, implementando una modalità di lavoro orientata ai risultati.

Allo stesso tempo, l’obiettivo è accompagnare i lavoratori e le lavoratrici, che si apprestano a sperimentare lo smart working, a gestire la propria attività in assenza di vincoli orari o spaziali, anche con l’utilizzo di nuovi strumenti tecnologici, e assicurare loro le giuste conoscenze e competenze in ordine alla sicurezza in caso di infortuni e malattie professionali.

  1. Avvio e monitoraggio di un progetto pilota: l’obiettivo è supportare il soggetto beneficiario dell’agevolazione nella sperimentazione del piano di smart working, anche con un numero ridotto di dipendenti o appartenenti ad una sola unità produttiva/divisione/gruppo/direzione.

Attenzione perché questa è una attività cruciale perché consente di verificare l’andamento del piano di smart working progettato, valutandone l’opportunità di perfezionamento e d’implementazione a regime.

Parte integrante dello smart working sono gli strumenti tecnologici che vengono forniti dal datore di lavoro.

In riferimento all’Azione B, infatti, il supporto all’attuazione del Piano di smart working viene effettuato attraverso l’acquisto di nuova strumentazione tecnologica, funzionale all’attuazione del piano.

Le spese ammissibili dovranno essere inerenti esclusivamente alle seguenti voci:

  • Componenti hardware, come ad esempio Notebook (i.e. computer portatile), Smartphone, Accessori.
  • Componenti software funzionali allo svolgimento della prestazione lavorativa.

Occorre fare alcune precisazioni.

Con riferimento alle componenti hardware, l’acquisto delle componenti accessorie è ammissibile esclusivamente a corredo di notebook e/o smartphone nell’ambito della medesima transazione.

Con riferimento alle componenti software, nel caso in cui il numero degli utilizzatori sia superiore al numero di lavoratori che hanno preso parte al progetto pilota di smart working e svolgono prestazione lavorativa in modalità smart working, la rendicontazione delle spese sostenute dovrà avvenire pro-quota. In ogni caso, deve essere dimostrabile che l’utenza delle componenti hardware e software è rappresentata dagli smart worker.

 

Da quando è possibile richiederlo?

La domanda di finanziamento deve essere presentata esclusivamente sulla piattaforma informativa online a partire dalle ore 12:00 del 2 aprile 2020 fino ad esaurimento della dotazione finanziaria e comunque non oltre le ore 17:00 del 15 dicembre 2021.

 

Se ti è piaciuto questo articolo, o pensi che possa essere utile per qualche tuo amico, condividilo sui social!

Ricorda che tante altre agevolazioni sono in arrivo quindi continua a seguirci per non perderti nessuna novità.

>