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Nell’ambito dei finanziamenti europei, il PON Legalità 2014-2020 (Programma Operativo Nazionale), adottato dalla Commissione europea il 21 ottobre 2015 e di cui è titolare il Ministero dell’Interno, è lo strumento finalizzato ad aggredire le cause ‘eccezionali’, che rischiano di vanificare le politiche di coesione territoriale e gli investimenti pubblici per la crescita, previsti dall’UE.

Il Programma, volendo dare nuovo impulso allo sviluppo economico del sud d’Italia, agirà nelle cinque regioni meridionali (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), caratterizzate da fenomeni criminali eccezionali, riconducibili al forte radicamento della criminalità organizzata.

Le due direttrici del Programma Legalità

L’azione si svolge su due direttrici, necessarie per perseguire i tre principi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva.

Da un lato, contrastare ed eliminare i fenomeni illeciti e criminali attraverso strumenti innovativi e intelligenti.

Dall’altro proporre nuovi modelli e nuove reti di inclusione sociale ed economica, affinché il contesto socio-economico sia più preparato a respingere i nuovi tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata.

Qualche dato sul PON 2014-2020

Per il PON 2014-2020 sono stati stanziati oltre 377 milioni di euro, 283 milioni grazie al sostegno dell’UE (Fondo europeo di sviluppo regionale per il 69% e Fondo sociale europeo per il restante 31%). Il Programma si divide in 6 assi:

  1. Potenziare le condizioni di legalità nelle aree strategiche per lo sviluppo economico, utilizzando tecnologie per il presidio delle aree stesse (99M).
  2. Potenziare efficienza e trasparenza dell’azione della PA nel contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata, in particolare attraverso la digitalizzazione dei processi amministrativi (91M).
  3. Ristrutturare e recuperare i patrimoni confiscati o inutilizzati, per promuovere l’inclusione sociale (56M).
  4. Favorire l’inclusione sociale e la diffusione della legalità, tramite la gestione dei beni confiscati, il contrasto al fenomeno del racket, e il contrasto alla devianza (67M).
  5. Migliorare le competenze della PA nel contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata, attraverso la formazione (51M)
  6. Per assicurare l’adeguata attuazione del programma, il tutto è coordinato tramite attività di assistenza tecnica, comunicazione, valutazione e sorveglianza (15M).

Rispetto all’edizione precedente, si prevede di migliorare l’efficacia del programma focalizzando l’attenzione su determinati elementi strategici, come l’attivazione di un tavolo di co-progettazione e valutazione congiunta degli interventi, per eliminare il rischio di sovrapposizione degli interventi finanziati, o l’adozione di un sistema di gestione e controllo più snello ed efficace orientato alla prevenzione degli errori e delle irregolarità, all’utilizzo di open data, e alla riduzione degli oneri amministrativi.

 

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